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La chiesa parrocchiale di Ognissanti del sec. XVII conserva tele di G.B. Tiepolo, sculture e arredi intagliati dai Fantoni. La Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo del sec. XIX in stile neo-rinascimentale con tele di Lattanzio Querena e affreschi dei fratelli Tosti.
Coredo è un pittoresco paese adagiato su di un verde altipiano in una posizione panoramica nella valle Anune (val di Non). L’origine del nome di Còredo, gli studiosi sono concordi nell’attribuirla al termine “Coryletum”, che scende dal più bel latino classico e significa «bosco di noccioli». E’ nome bellissimo, che evoca l’immagine ridente e boschiva del paese, quale deve essere apparso ai conquistatori romani che vi giungevano dalle pianure a respirarvi l’aria sottile.
Di antica tradizione turistica, Coredo è oggi un attrezzato centro di villeggiatura, che conserva integra la memoria storica di un passato ricco di vicende e avvenimenti.
L’altare maggiore in legno policromo presenta un’ancona settecentesca ornata da una pala della stessa epoca, rappresentante la Madonna del Carmelo con i Santi Domenico e Caterina da Siena. Ai lati dell’altare ci sono due statue lignee raffiguranti S. Pietro e S. Giovanni Battista. Nell’abside si conserva la bella pala seicentesca di Martino Teofilo Polacco, raffigurante la Madonna incoronata con S. Valentino e S. Zenone. La decorazione novecentesca della Chiesa è opera di Domenico Primon da Bassano: sulla volta dell’aula vi sono i quattro evangelisti e S. Sisto in Gloria, sul catino absidale degli angeli e nella volta dell’abside la Madonna dello Scopolare.
Di pregevole fattura sono anche gli altari laterali. L’altare sinistro è completato ai lati da due statue lignee raffiguranti S. Antonio con Bambino e S. Francesco, provenienti da un’ancona lignea realizzata nel 1687 da Giacomo e Pietro Strobl Junior. La nicchia centrale contiene una statua ottocentesca della Madonna del Carmelo scolpita dall’intagliatore G. Battista Moroder. L’altare destro in legno policromo, opera di Pietro Strobl Junior e ornato ai lati dalle statue lignee di S. Romedio e S. Valentino, è arricchito da una statua dell’intagliatore altoatesino Giuseppe Runggaldier, raffigurante S. Giuseppe con Bambino.
Costeggiando il Dosso di Tavon è possibile scendere in fondo alla Valle del Verdes per raggiungere, proseguendo a sinistra, il suggestivo Santuario di S. Romedio.