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Visualizzazione post con etichetta Vacanze al Mare. Mostra tutti i post
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La perla della Romagna: Cattolica


Come Comune autonomo ha origine dalla separazione da San Giovanni in Marignano nel 1896, ma la sua fondazione è testimoniata da un atto del 16 agosto 1271 in cui alcuni abitanti dei paesi posti sulle colline circostanti decidono di insediarsi nelle terre appartenenti all'Arcivescovado di Ravenna ponendosi sotto la tutela del Comune di Rimini.
Scavi archeologici mostrano l'esistenza di insediamenti di età romana (circa 200 a.C.).
Fino al 1992 ha fatto parte della Provincia di Forlì. Luoghi caratteristici sono il Municipio del 1914, le chiese di San Apollinare (sec. XIII) e di San Pio V (sec. XIX), i resti di costruzioni romane, il Museo della Regina costruito sulla sede di un antico "hospitium" per i viandanti con l'adiacente Galleria comunale presso la cinquecentesca chiesetta di S. Croce, la piazza limitrofa che si chiama appunto piazza della Regina ospita numerosi concerti di artisti internazionali, la Torre malatestiana (1490), la torre di probabile origine bizantina costruita sul piccolo colle - denominato Monte Vici - che domina la città ed inglobata in una ex discoteca degli anni '60, la piazza delle sirene (piazza Primo Maggio) con le fontane danzanti, l'Acquario presso la ex colonia marina "Le Navi" (1934).

L'opera che ha rappresentato maggiormente lo spirito cattolichino è stato l'ampliamento della vecchia darsena. Il progetto ha previsto la costruzione della Darsena continuando sul perimetro-nord del vecchio porto. Verrano inoltre edificati due prestigiosi ristoranti. Il Nuovo Porto è così stato inagurato nel giugno 2008.


Eventi al porto di Cattolica
Al Porto non ci sono veri e propri eventi, a parte la Festa della Madonna del mare, alla quale partecipa anche il Vescovo della Diocesi di Rimini.
Una breve processione di barche si sposta in mare aperto per lasciare una corona a ricordo di tutti i marinai presi dal mare. Al termine della funzione religiosa, spettacolo di fuochi d'artificio sulla spiaggia e accoglienza sui pescherecci ormeggiati e decorati a festa, con assaggi di ottime grigliate di pesce.

Si può definire comunque evento, per la bellezza e il ricordo delle tradizioni, anche il ritorno dei pescherecci e la conseguente vendita del pesce pescato.
Le barche entrano una ad una in porto, seguite da gabbiani in cerca di qualche lauto pasto senza fatica.
L'altra faccia del porto, quella più turistica, vede il rientro a fine serata dei cooter, barconi a vela e motore, utilizzati per escursioni in mare, oltre la boa dei 500 m. che dà inizio alla zona per natanti, fino sotto il promontorio di Gabicce Monte e la Vallugola, piccolo porto nel Parco Naturale del San Bartolo. Alcuni ormeggi rimangono a disposizione dei cittadini di Cattolica e di turisti che preferiscono muoversi per mare...con bellissime barche a vela. Resta sempre il fascino serale del porto...quando la tranquillità è padrona. Solo il fruscio delle onde sugli scogli e i bellissimi colori del tramonto...meta ideale dei romantici e degli innamorati.

EVENTI a Cattolica

LAST MINUTE a Cattolica

Località turistica fra le più belle della costa tirrenica: Tropea (VV)


Località turistica fra le più belle della costa tirrenica, sorge a strapiombo sul mare all'estremità di un vasto promontorio, al quale si congiungono due grosse sporgenze rocciose: lo scoglio di S. Leonardo e la cosidetta isola di S. Maria (oggi unita alla terraferma), con l'omonimo santuario benedettino fondato nell'Alto Medioevo e successivamente rimaneggiato.
Il centro storico si stringe intorno a Piazza Ercole, dove prospetta un severo palazzo settecentesco in granito, già Seggio dei Nobili. Poco lontano, in una piazzetta raccolta, si trova la Cattedrale, cinta da un portico originario del XIII secolo.
Di fondazione prenormanna, venne più volte rimaneggiata per riparare ai danni dei terremoti, in particolare a quello del 1783; gli ultimi restauri risalenti agli anni 1926-31 le hanno restituito in parte le forme primitive, eliminando le decorazioni neoclassiche. Nella fiancata sinistra si nota una doppia fila di false finestre sovrapposte ad alternanza, secondo l'uso frequente dell'architettura normanna siciliana.
Nell'interno a tre navate, divise da duplice fila di plastri ottogonali, arcate gotiche e monofore ornano le absidi semicircolari. Molte le opere degne di interesse tra cui spicca il grande Crocifisso Nero del Quattrocento, di incerta provenienza, e una tavola di tardo stile bizantino con la veneratissima immagine della Madonna di Romania, databile al 1330 circa, con rifacimenti del Cinquecento.
Nell'abside sinistra si trova il quattrocentesco ciborio del vescovo Pietro Balbo, su cui è collocata la statua marmorea della Madonna della Libertà (XVI secolo), di scuola siciliana, voluta dal popolo quale ringraziamento per la revoca da parte di Filippo III di Spagna della vendita della città al principe Vincenzo Ruffo.Da largo Duomo si imbocca via Boiano, una delle più suggestive del centro storico, caratterizzato da brevi viuzze sulle quali si affacciano numerose abitazioni patrizie dai ricchi portali in pietra con bugne variamente conformate: a cuscino, a punta di diamante, a baule o a contorni geometrici; uno di questi è il settecentesco Palazzo Braghò dal fastoso portale barocco.
I negozi di Tropea vendono prodotti tipici e artigianali dei comuni limitrofi, tra cui la cipolla rossa, la nduja di Spilinga, il formaggio Pecorino del Poro, l'olio extravergine d'oliva e vini.
Di notevole importanza anche l'artigianato locale, come i manufatti in terracotta. Di recente costruzione il porto turistico, da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie in particolare il vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale.

Realmonte e Scala dei Turchi: una costa splendente con spiagge incantevoli attraversate da candide scogliere, come quella deglla Scala dei Turchi, legata ad antiche leggende, sulla quale il vento e la pioggia hanno scavato una gradinata naturale

Realmonte è un grazioso paesino agricolo posto su una pianura che lambisce una costa splendente con spiagge incantevoli attraversate da candide scogliere, come quella della Scala dei Turchi sulla quale il vento e la pioggia hanno scavato una gradinata naturale.
Il suo colore è reso ancora più luminoso dalla luce del sole che si inserisce tra l'azzurro del cielo e il blu trasparente delle acque sottostanti. Narra un'antica leggenda locale che i corsari saraceni, ormeggiate le navi nelle acque calme, limpide e protette dalla Scala, si arrampicarono su quei "gradini" naturali raggiungendo la cima della scogliera e potendo così razziare i villaggi attorno.
E' poco probabile che i saraceni fossero giunti fin qui, ma il racconto popolare ha finito per prevalere sulla storia... e affascinare come questo piccolo e suggestivo angolo di Sicilia. Tale è la bellezza del sito che nel 2007 il Comune di Realmonte ne ha chiesto l'inserimento nell'elenco dei siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità.
Perché non è soltanto questo sperone di roccia candida a incantare, quanto l'insieme costituito dalle sue spiagge che le si allungano ai fianchi, da Giallonardo a Pergole, Pietre Cadute, Lido Rossello (il più vicino a Realmonte, raggiungibile anche a piedi) fino a Punta Grande, al confine con il territorio di Porto Empedocle. Se la Scala dei Turchi è una meraviglia della natura, da visitare anche altri siti affascinanti, la Villa Aurea, lussuosa abitazione risalente al I secolo d.C. e la necropoli nei pressi di Vallone Forte.

In Emilia Romagna due Lidi dedicati interamente alle famiglie: Lido di Pomposa e Lido degli Scacchi

Lido di Pomposa e Lido degli Scacchi sono per eccellenza i Lidi dedicati alle famiglie. 
Grazie ai servizi di qualità e di controllo delle spiagge, a moderni stabilimenti balneari attrezzati per i più piccoli, agli alberghi e ai campeggi d'alto livello si può vivere una vacanza in grande tranquillità.
I Lidi però offrono anche opportunità di divertimento con un'ampia scelta tra locali con musiche per tutti i gusti, sale giochi, rinomate gelaterie artigianali e occasioni per trascorrere serate divertenti. 
Ogni anno, in piena stagione estiva, sfilate in costume e carri in maschera celebrano la Festa di Compleanno di questi Lidi. Una vacanza all'aria aperta Campeggi e villaggi turistici offrono ampie possibilità di piazzole e unità abitative e si distinguono per la vasta gamma di opportunità fornite, dalla spiaggia privata, al parco giochi, dalle piscine a staff qualificato.
In particolar modo alcuni campeggi hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, certificazioni e premi per soluzioni innovative idonee ad un turismo accessibile. 
Le strutture si trovano in aree tranquille e verdi a ridosso della spiaggia, ma comodamente raggiungibili e collegate da strade poco trafficate.



A San Vito Lo Capo la vacanza ha il profumo dei gelsomini, il colore bianco abbagliante della spiaggia e l'azzurro del mare limpidissimo.


Degno rappresentante del tratto litoraneo settentrionale che da Capo Lilibeo a Capo Peloro si presenta alto e frastagliato, con candidi contrafforti rocciosi, modellati dal mare e dai venti. 
 Il borgo di tradizione marinara con poco più di 3.000 abitanti, si è sviluppato intorno all'antica fortezza saracena, in seguito trasformata in santuario dedicato a San Vito. 
Oggi l'attività principale è il turismo. 
Le sue viuzze ornate di fiori, il pesce fresco, i profumi intensi e i suoi panorami caraibici vi offriranno una vacanza indimenticabile, proprio come la sua cucina, con il couscous a far da primo e l'originale caldofreddo da dessert. 
 Eh sì! Perchè viene a San Vito lo fa soprattutto per il suo mare e la sua spiaggia: quasi tre chilometri di sabbia dorata, bella da fare invidia ai più rinomati paradisi dei mari del sud. Arrivando in paese dall'unica strada di accesso si vede il mare ancora prima di incrociare le prime case. 
Un altro chilometro e si arriva dritti filati al cospetto di un mare cristallino al quale si accede attraversando un tappeto di sabbia pulita. Consigliare un particolare tratto di spiaggia ai bagnanti è impossibile, l'uno vale l'altro, e tutti sono incantevoli. 
Il fondale marino degrada dolcemente verso il largo e le correnti non lambiscono minimamente questa zona, che quindi è particolarmente indicata anche per chi non è un nuotatore provetto e per i più piccoli. Chi invece preferisce gli scogli alla sabbia ha solo l'imbarazzo della scelta: a levante (splendida la Tonnara del Secco) come a ponente le possibilità di fare meravigliosi bagni e di godere nel contempo di un paesaggio splendido sono innumerevoli. 
Il lungomare consente di passeggiare a pochi metri dalla battigia della spiaggia e così anche la strada che porta all'altissimo faro - 40 metri e un raggio di oltre venti miglia - dopo aver superato i due moli del porto. Una strada panoramica attraversa l'altopiano offrendo alla vista lo splendido paese e il suo golfo. 
Per chi ama, poi, le passeggiate a cavallo o il trekking c'è solo da scegliere tra l'infinita serie di maneggi e di accompagnatori esperti che assicurano rilassanti cavalcate per la campagna invasa dal sole e dalle margherite, mentre le pendici dei rilievi e i sentieri che portano fin sopra Monte Monaco sono ottime occasioni per escursioni a piedi accessibili a chi non ha fisico e polmoni d'atleta. 
L'ascensione del Monte Monaco (532 metri) è un'esperienza interessantissima per la possibilità di incontrare tanti esemplari di flora endemica e, infine, di godere di un paesaggio bellissimo con lo sguardo che può spaziare sui golfi di Cofano, San Vito e Castellammare, fino a scorgere nelle giornate più limpide l'isola di Ustica.

EVENTI A SAN VITO LO CAPO

Spiagge incontaminate e mare invitante: Marinella di Selinunte


Situato a metà strada tra i porti di Mazara del Vallo e di Sciacca, il porticciolo di Marinella di Selinunte, originariamente minuscolo borgo di pescatori, è oggi un centro turistico-balneare con spiagge incontaminate e un mare invitante che si estende su un lungo litorale sabbioso nella parte Sud-Orientale del trapanese, posto in un golfetto tra le foci del Selino e del Belice. 


Le spiagge del piccolo borgo, tutte attrezzate con lidi e ristoranti aperti sino a tardi, sorgono in posizioni da sogno: il parco archeologico di Selinunte, uno dei siti archeologici più beelli e rappresentativi della civiltà classica (VII-IV sec. a.C.), è uno dei più estesi al mondo, immerso nella grande oasi naturale della Riserva del fiume Belice. 
L'itinerario archeologico di Selinunte prevede innanzitutto la visita al grandioso Tempio G, sulla collina orientale; costruito a partire dal V sec. a.C., questo tempio mostra i resti delle sue proporzioni ciclopiche: un perimetro di 113x54 metri e una superficie di ben 6.000 mq. 
Il Tempio G è probabilmente di natura sacrale (dedicato al dio Apollo), così come gli atri due, E e F, in stile dorico, consacrati rispettivamente a Hera e ad Atena e Dioniso. 
Sulla collina occidentale, detta della Gaggera, si colloca un altro complesso: il santuario della Malophoros, così chiamato per le piccole statue sacrali femminili raffiguate con un melograno, e il Tempio M. Ci troviamo nello spazio dell'acropoli che ospita, in totale, sei templi di dimensioni più ridotte: il Tempietto delle Piccole Metope (VII-VI sec. a.C.), il Tempio C, decorato con ornamenti floreali, e il Tempio D, sempre in stile dorico. 
L'acropoli e la città di Selinunte venivano chiuse dalle mura di cinta, i cui resti mostrano ancora le torri circolare e quadrate, e la porta principale. 
Per completare la visita di questo splendido parco, si consiglia di percorrere la SS 115, oltre Campobello di Mazara: si giungerà alle Cave di Cusa, dalle quali, certamente, provengono i materiali lapidei usati dai Greci per costruire i grandiosi templi di Selinunte. 
Le Cave di Cusa, insieme a quelle marmoree di Mileto (in Turchia), costituiscono un complesso unico al mondo. 
Conosciute anticamente come Cave Ramuxara, prendono l'attuale nome dal barone Cusa, un tempo proprietario dell'intera zona. 
E adesso, prima che giunga la sera, con il sole alle spalle che crea lunghe ombre dall'aspetto antico, scendiamo dall'acropoli, lasciamo riposare nei nostri occhi quelle pietre e quelle forme che furono storia, come fossero, invece, vecchi ricordi di un nostro personale passato. Torniamo sulla costa che ci attende al mare che ci accorderà un altro bagno se ne avremo ancora voglia. O più semplicemente, rechiamoci a mangiare qualcosa che ugualmente sa di sapori antichi.

La Perla dell'Adriatico: Francavilla al Mare

Francavilla al Mare si trova in provincia di Chieti in Abruzzo. La "Perla dell'Adriatico" così viene definita per il suo lungo litorale sabbioso, per le sue acque e per le sue strutture di accoglienza - nel 2009 è stata premiata con la Bandiera Blu d'Europa - (già famosa nella seconda metà dell'Ottocento) è un importante centro turistico, che offre numerose proposte di diverimento, con un'ottima capacità ricettiva e di intrattenimento.
Francavilla al Mare è il luogo ideale sia per le famiglie alla ricerca di vacanze all'insegna del relax e della tranquillità con le sue spiagge e le sue strutture attrezzate, sia per i giovani alla ricerca di vacanze all'insegna di piacevoli svaghi: attivià sportive e divertimenti notturni.
La città si sviluppa sulla costa adriatica e su un colle di modesta altezza situato a meno di un chilometro dal mare. Il centro rivierasco ha un lungo passato storico come dimostrano i ritrovamenti, nelle varie contrade, di reperti archeologici risalenti al periodo Preistorico, Italico e Romano.
Il primo stabile nucleo abitativo risale al periodo longobardo, quando una comunità di pescatori e contadini liberi da vincoli feudali - da qui il nome di Francavilla per indicare la condizione dei suoi cittadini che erano affrancati dalla soggezione feudale - vi si stabilì e ne tracciò l’impianto urbanistico medievale "a spina di pesce", che si espandeva dal punto più alto del paese, la "Civitella", fin quasi al mare.
A fine Ottocento, Francavilla divenne punto di riferimento per la cultura italiana ed internazionale grazie alla poliedrica ed eclettica personalità di Francesco Paolo Michetti e al suo “Cenacolo”, centro di ritrovo ed di incontro per molti esponenti della cultura abruzzese ed italiana. Frequentatori abituali, tra gli altri, furono Gabriele D’Annunzio, gli scrittori Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao, lo scultore Costantino Barbella e il musicista Francesco Paolo Tosti.
Nell’inverno 1943/44, la cittadina fu rasa al suolo dalle truppe tedesche di occupazione. Fu subito ricostruita con l’attuale assetto e, nel volgere di pochi anni, la moderna Francavilla si è sviluppata notevolmente adagiandosi in particolare lungo la costa fino a congiungersi, verso Nord, con Pescara. Tra gli edifici sacri, merita di essere vista la Chiesa di Santa Maria Maggiore, ricostruita nel 1948 su disegno dell’arch. Ludovico Quaroni, con fregi ed ornamenti in cotto, maiolica e pietra del maestro Pietro Cascella.
Vi si conservano numerosi arredi sacri, tra cui un rilevante ostensorio del 1413 di Nicola da Guardiagrele. Da non trascurare anche una visita al Museo Michetti o MuMi che custodisce due tra le più famose tele del Michetti: “Le Serpi” e “Gli Storpi”. Il MuMi, durante tutto l’anno, ospita importanti eventi culturali tra cui, in estate, “Il Premio Nazionale Michetti” di arte contemporanea, attivo dal 1947.
Interessante e variegato è il calendario annuale delle manifestazioni, tra cui spiccano il Carnevale d’Abruzzo, che viene organizzato da oltre mezzo secolo, ed i festeggiamenti di Ferragosto, coincidenti con le festività patronali di San Franco, che culminano con un fantasmagorico spettacolo pirotecnico sul mare.
Da Francavilla è possibile effettuare tante escursioni alla scoperta dei saperi e sapori della terra abruzzese, iniziando dal Parco Nazionale della Majella a dai non lontani, pittoreschi paesi abbarbicati alle falde della “Montagna Madre”. A circa10 km.dalla città,verso sud, imboccando la Val di Foro, si può raggiungere Miglianico con il campo da golf più esteso della regione mentre verso nord, vicino all’aeroporto, a San Giovanni Teatino – Via Salara 55 - vi è l’Ippodromo d’Abruzzo che oltre alle corse offre un maneggio, un percorso natura e un parco per bambini con tanti divertenti giochi.

Una vacanza elegante: Lavagna e Cavi


Dopo Chiavari, procedendo in direzione est, superato il ponte sul fiume Entella, si entra in Lavagna, il cui nome deriva da lavania, termine con cui i Romani designavano l'ardesia. Infatti, qui fin dall'antichità era praticata l'attività di taglio e di lavorazione della pietra nera di Liguria, estratta dalle cave presenti nelle valli dell'entroterra.
Oggi il turismo e le attività ad esso collegate rappresentano le prinicipali risorse economiche insieme alla marineria.
Infatti Lavagna è famosa sia per la sua spiaggia, sia per le strutture ricettive, sia per il suo vasto Porto Turistico che occupa ben 290.000 mq.
Ottimamente attrezzato, permette l'ormeggio di quasi 1600 imbarcazioni da diporto lunghe da 8 m. fino a 50 m. Costruito secondo i criteri più moderni, è costituito da un molo foraneo di oltre 1 km e da un molo di sottoflutto.
Nel suo interno sono sistemati diversi pontili dotati di tutte le attrezzature necessarie alle imbarcazioni. Esistono anche numerosi negozi, bookshop, ristoranti, boutique di moda e di arredamento marinari, officine meccaniche, cantieri di rimessaggio e di costruzione barche e uffici di brokers. La banchina permette agli armatori e ai possessori di barche di affidare i lavori di manutenzione a differente operatori, e di usufruire dei servizi di alaggio e varo.
Oltre al Porto Turistico, tra i più grandi e meglio attrezzati della Liguria e del Mediterraneo, Lavagna dispone di cantieri di costruttori e di artigiani altamente specializzati, che sono da sempre tradizionalmente legati al mondo della nautica.
Sul Lungomare Labonia, ampio ed alberato, impreziosito da panchine, alte palme e aiuole fiorite, si trovano numerosi bar, pub, ristoranti, pizzerie, gelaterie, alberghi, negozi e librerie. Di fronte si estende la vasta e sterminata spiaggia sabbiosa con una ventina di stabilimenti balneari, adeguatamente attrezzati anche per accogliere bambini, anziani e portatori di handicap.
Dalla foce del fiume Entella sul mare, ci si dirige verso l'interno e si arriva con una lunga pista ciclabile intitolata a Gino Bartali, fino al confine con il borgo storico di Cogorno.
Proseguendo invece con la Via Aurelia, che insieme alla linea ferroviaria corre dritta e parallela alla costa qui bassa e sabbiosa, si raggiunge Cavi di Lavagna. Gradevole ed animata stazione balneare, insieme a Lavagna, è fra le più note e frequentate di tutta la Riviera Ligure.
 Il suo arenile, che è unito a quello della vicinissima Lavagna, lungo oltre 4 km, è il più esteso di tutto il Levante. Anche qui circa 20 stabilimenti balneari dislocati sul nastro argenteo della spiaggia sabbiosa, offrono il meglio del comfort e delle attrezzature per gli ospiti in vacanza. In entrambe le località l'arenile, sempre sorvegliato e monitorato, è particolarmente consigliato per le famiglie, in quanto l'accesso al mare è decisamente molto agevole e sicuro. Inoltre, vi si possono praticare gli sport marini, dal surf al windsurf, dalla vela al canottaggio, dallo snorkeling al diving. Ma non solo.
Non mancano le attrazioni e le occasioni di divertimento per tutti. Eventi musicali e teatrali, pub e discoteche allietano le lunghe, tiepide e profumate serate della lunga estate.

Moneglia: una bellezza tranquilla...

Una bellezza tranquilla. Questa è la prima impressione che Moneglia dà di se a chi arriva. Un'impressione destinata a rafforzarsi man mano che se ne vivono il clima, l'atmosfera. 
Una sensazione di calma, certo, mai di noia.Che la guardiate dal mare o dall'alto delle colline che la circondano, Moneglia sembra impersonare il modello ideale di borgo marinaro raccolto in una insenatura tranquilla. Con, in più, quell'inatteso tocco di originalità che solo cose vere, vive e naturali sanno dispensare. 
Moneglia, premiata più volte dall'Unione Europea con la Bandiera Blu per la pulizia del suo mare e la qualità dei servizi turistici, è situata nel golfo del Tigullio, ed è facilmente raggiungibile sia in treno sia in auto.
E' il punto ideale di partenza per visitare Genova con l'Acquario e i suoi monumenti, l'entroterra e le cave di ardesia; per escursioni alla Cinque Terre, in auto oppure a piedi. Le sue colline sono l'ideale per passeggiate nel verde, anche in mountain-bike o a cavallo.


EVENTI A MONEGLIA



Sole, mare, benessere, una pineta ultracentenaria.... Punta Marina Terme è tutto questo e molto altro ancora!


Si fa presto a dire sole, mare, benessere ed una pineta ultracentenaria. Più difficile è possedere tutti questi "plus", che trasformano immediatamente una vacanza qualunque in una vacanza di qualità. 
Punta Marina Terme non è soltanto tutto questo, ma molto altro ancora, con un calendario di eventi e animazione per offrirvi una vacanza dinamica, eccitante e piena di sorprese. 
Gli oltre quaranta stabilimenti balneari oltre al binomio sole e bagni, vi propongono attrezzature e iniziative sportive dedicate al Beach Volley e Beach Tennis e per chi ama la "dolce vita" ristoranti di qualità e party in spiaggia. 
Un ricettivo eccellente quello di Punta Marina Terme, con 3 campeggi, un villaggio turistico e numerosi hotels a conduzione familiare, per farvi sentire "coccolati" più che a casa vostra. 
Punta Marina Terme ha un qualificato Centro Termale con vista sul mare che oltre agli impianti curativi per chi soffre di problemi respiratori e reumatici, offre un attrezzato e raffinato Beauty Center all’insegna del Benessere. 
Chi ama la natura e le bellezze ambientali potrà scoprire bellissimi percorsi nella rigogliosa natura delle pinete ed effettuare escursioni nelle vicine oasi del Parco del Delta del Po. 
Per gli sportivi Punta Marina Terme offre molteplici possibilità: dal nuoto al windsurf, dalla vela nell’attrezzato circolo velico alla bicicletta con le sue piste ciclabili, al tennis, al jogging, al percorso natura in pineta e per finire l’equitazione.
E gli amanti del Golf potranno portare mazze e palline perché ad aspettarli ci sono le 18 buche del campo da golf di Cervia. Non vi basta? Allora a 11 km c'è Ravenna raggiungibile attraverso la nuova pista ciclabile, città unica al mondo per i suoi splendidi tesori d'arte e di storia e i suoi vari momenti culturali, come Ravenna Festival. 
Inoltre per il divertimento di grandi e piccini c'è il meraviglioso parco a tema di Mirabilandia. E come non ricordare una gastronomia che ha saputo coniugare i sapori ed i profumi del mare con la tradizione romagnola, i suoi vini, la genuinità dei prodotti della sua terra. E c'è infine il calore e l'accoglienza tipiche della gente di Romagna, che costituiscono un eccezionale valore aggiunto, compreso nel prezzo. Punta Marina Terme: un turismo di qualità....... ad un prezzo ragionevole.

La Capitale del Barocco: Noto e Marina di Noto


Ad appena 6 km da Noto, la "Capitale del Barocco", questa incantevole località marina gode di una spiaggia con sabbia finissima, ampia e pulita, scogli per chi ama la pesca, e un mare trasparente con lievi pendenze senza pericolo per i meno esperti di nuoto.

Fondata nel 1928, Noto Marina è ormai ricca di stabilimenti balneari e di numerose villette e infrastrutture turistiche distribuite attorno alla vasta piazza e al lungo viale.
Il litorale costellato da accoglienti arenili, si allarga al centro di una zona ricca di storia e bellezze naturali, comprendente l'area dell'Eloro, Colonna Pizzuta, la Villa del Tellaro, la Cittadella dei Màccari e la Riserva Naturale di Vendìcari.
Ma prima di sdraiarci al sole e lasciarci cullare dal dolce suono delle onde, un intermezzo artistico: il Barocco siciliano.
A tal proposito, Antony Blunt nel suo libro Barocco Siciliano (1968) divide l'architettura barocca siciliana in tre grandi fasi. La prima, caratterizzata dalla presenza di edifici in stile paesano contrassegnato da grande libertà e fantasia; la seconda si presenta con uno stile più elaborato; e, in ultimo, nella terza fase si assiste alla maturazione di un linguaggio architettonico e decorativo prettamente siciliano: ci si stacca dai modelli e si elabora quella magia del tardo barocco tutto isolano, culminante nelle opere che impreziosiscono ancora oggi la deliziosa città di Noto.

Per tutti, ma soprattutto per gli appasionati di sagre e di eventi folkloristici, Noto è una meta imperdibile. Ogni anno, infatti, dal 1980, la terza di settimana di maggio, il centro storico netino diventa il palcoscenico di una delle rappresentazioni folkloristiche più suggestive della Sicilia: l'INFIORATA.
Questo evento vede trasformarsi il "Giardino di Pietra" (la definizione è di Cesare Brandi), in un vero e proprio giardino di fiori per tre o quattro giorni, creando così un effetto scenografico intenso e accattivante, in cui giocano il ruolo di protagonisti le creazioni floreali di veri e propri artisti capaci di "disegnare" soggetti religiosi, mitologici e di squisita cultura popolare.
Ma Noto val più d'una visita! Infatti, in base al rapporto tra integrità ambientale, pulizia del mare, offerta culturale e qualità dei servizi per i turisti, così scrive la stimata agenzia di stampa Press Sicilia: "Una conquista, un oscar alle spiagge netine che meritano le cinque vele".
Un riconoscimento ad un tratto costiero tra i più belli e integri della Sicilia; un riconoscimento che si affianca a quello già pronunciato dall'UNESCO, che decreta Noto "Patrimonio dell'Umanità". Quindi una doppia opportunità per chi decide di recarsi in questa città: quella di lasciarsi affascinare dall'imponente barocco del Duomo e di godere di una natura marina splendida e perfettamente servita, come quella della vicina Noto Marina.


Antico borgo marino meta preferita di Eugenio Montale: Monterosso al Mare - Cinqueterre


Monterosso al Mare, antico borgo marino, è il più occidentale dei paesi che costituiscono le Cinque Terre.

Il più attrezzato ad accogliere i turisti, che trovano nei suoi alberghi e nelle sue pensioni una calda e cordiale ospitalità, e nei suoi caratteristici ristoranti la possibilità di gustare i piatti tipici della cucina ligure e il famoso vino delle Cinque Terre cantato dal Petrarca.

La posizione a ridosso delle colline coltivate a vigna ed ulivi, le splendide spiagge, le scogliere a picco e le acque cristalline del mare rendono Monterosso un paese fra i più accoglienti della riviera ligure di levante.

Segno incancellabile di un passato di continue lotte sono rimasti il castello che comprende tre torri rotonde, la torre Aurora a picco sul mare ed una torre medioevale nel centro abitato, attualmente diventata campanile della parrocchia di San Giovani Battista.

Eugenio Montale, premio nobel per la letteratura nel 1975, trascorse per lunghi periodi le sue vacanze estive giovanili a Monterosso e qui compose le sue opere più famose raccolte nella celebre "Ossi di seppia".