Bologna a Marzo Mondo dell'elettronica: camere a partire da 35 euro all'hotel Saint Tropez di Riccione
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In Italia e nel mondo. Mare, montagna, lago, città d'arte ...
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Nerola è sormontata dall’imponente mole del Castello Orsini, la cui edificazione risale al XII secolo.
Nella parte più antica di Nerola si può visitare la Chiesa Vecchia, del 1483.
Fuori dall’abitato, si può visitare l’antichissima chiesa di S. Antonio e percorrere la "Cordonata", un sentiero ripido di antichissime origini rivestito con sanpietrini nel 1870.
Arte e cultura

Di fondazione prenormanna, venne più volte rimaneggiata per riparare ai danni dei terremoti, in particolare a quello del 1783; gli ultimi restauri risalenti agli anni 1926-31 le hanno restituito in parte le forme primitive, eliminando le decorazioni neoclassiche. Nella fiancata sinistra si nota una doppia fila di false finestre sovrapposte ad alternanza, secondo l'uso frequente dell'architettura normanna siciliana.
Nell'abside sinistra si trova il quattrocentesco ciborio del vescovo Pietro Balbo, su cui è collocata la statua marmorea della Madonna della Libertà (XVI secolo), di scuola siciliana, voluta dal popolo quale ringraziamento per la revoca da parte di Filippo III di Spagna della vendita della città al principe Vincenzo Ruffo.Da largo Duomo si imbocca via Boiano, una delle più suggestive del centro storico, caratterizzato da brevi viuzze sulle quali si affacciano numerose abitazioni patrizie dai ricchi portali in pietra con bugne variamente conformate: a cuscino, a punta di diamante, a baule o a contorni geometrici; uno di questi è il settecentesco Palazzo Braghò dal fastoso portale barocco.
Di notevole importanza anche l'artigianato locale, come i manufatti in terracotta.
Di recente costruzione il porto turistico, da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie in particolare il vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale.
Realmonte è un grazioso paesino agricolo posto su una pianura che lambisce una costa splendente con spiagge incantevoli attraversate da candide scogliere, come quella della Scala dei Turchi sulla quale il vento e la pioggia hanno scavato una gradinata naturale.
Da tutti considerata il 'balcone delle Murge', per la sua posizione a dominio dei colli digradanti verso la Valle dell'Ofanto, del Tavoliere e della soglia di Spinazzola.
L'altezza massima sul livello del mare registrata nell'agro minervinese è di 687 metri ("Torre disperata") mentre la minima è di 101 metri (vallata del Locone), con una media sull'intero territorio di 429 metri.
In particolar modo alcuni campeggi hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, certificazioni e premi per soluzioni innovative idonee ad un turismo accessibile.
Eh sì! Perchè viene a San Vito lo fa soprattutto per il suo mare e la sua spiaggia: quasi tre chilometri di sabbia dorata, bella da fare invidia ai più rinomati paradisi dei mari del sud. Arrivando in paese dall'unica strada di accesso si vede il mare ancora prima di incrociare le prime case.
Il lungomare consente di passeggiare a pochi metri dalla battigia della spiaggia e così anche la strada che porta all'altissimo faro - 40 metri e un raggio di oltre venti miglia - dopo aver superato i due moli del porto.
Una strada panoramica attraversa l'altopiano offrendo alla vista lo splendido paese e il suo golfo.
L'ascensione del Monte Monaco (532 metri) è un'esperienza interessantissima per la possibilità di incontrare tanti esemplari di flora endemica e, infine, di godere di un paesaggio bellissimo con lo sguardo che può spaziare sui golfi di Cofano, San Vito e Castellammare, fino a scorgere nelle giornate più limpide l'isola di Ustica.
Le spiagge del piccolo borgo, tutte attrezzate con lidi e ristoranti aperti sino a tardi, sorgono in posizioni da sogno: il parco archeologico di Selinunte, uno dei siti archeologici più beelli e rappresentativi della civiltà classica (VII-IV sec. a.C.), è uno dei più estesi al mondo, immerso nella grande oasi naturale della Riserva del fiume Belice.
Sulla collina occidentale, detta della Gaggera, si colloca un altro complesso: il santuario della Malophoros, così chiamato per le piccole statue sacrali femminili raffiguate con un melograno, e il Tempio M. Ci troviamo nello spazio dell'acropoli che ospita, in totale, sei templi di dimensioni più ridotte: il Tempietto delle Piccole Metope (VII-VI sec. a.C.), il Tempio C, decorato con ornamenti floreali, e il Tempio D, sempre in stile dorico.
Conosciute anticamente come Cave Ramuxara, prendono l'attuale nome dal barone Cusa, un tempo proprietario dell'intera zona.